Lettera al Dott.Fantozzi
Caro dott. Fantozzi, da quasi un decennio sono un assistente di volo Alitalia ma prima di diventarlo, tra le altre cose, sono stato uno studente di economia. Anche a causa dei miei studi universitari, oltre che per conoscere o meglio provare a prevedere il futuro mio e della mia compagnia, ho sempre seguito con molta attenzione tutte le vicissitudini Alitalia. Ho seguito i suoi andamenti di mercato, le sue strategie, i suoi risultati economici con la speranza di poter formulare previsioni e di riuscire a capire se e quando sarebbe convenuto provare a cercare un altro lavoro (anche se a malincuore visto la mia grande affezione per il mio lavoro). Le dico subito che, nonostante gli svariati tentavi da parte di innumerevoli amministratori delegati di salvare Alitalia, ho sempre avuto ben chiaro che per la nostra compagnia di bandiera non ci sarebbe stato alcun futuro se non quello di essere ceduta ad un forte vettore straniero. Ed appena ho visto affossata questa possibilità dai nostri grandi italiani (Silvio, Bossi, Calderoli e company) ho subito intuito che in breve tempo, probabilmente in estate -considerato che le cose piu’ dolorose in Italia spesso capitano ad Agosto- sarebbe inesorabilmente partita un qualche tipo di procedura fallimentare rivista e modellata per la piu’ politicizzata e “pericolosa” -in termini di ordina pubblico anche in considerazione dell’enorme numero di famiglie coinvolte e dell’area in cui risiedono, la capitale- delle aziende italiane. Come può ben immaginare, appena realizzato che Alitalia era giunta al capolinea ho provato un senso di timore e di grande scoramento: non avevo nemmeno assaporato la possibilità di diventare dipendente Air France -la prima compagnia al mondo del settore- che già mi vedevo a bussare alle porte di un tribunale per recuperare TFR e qualche altro spicciolo e poi a quelle di qualche improvvido datore di lavoro pronto ad assumermi solo per le mie competenze linguistiche (come il nostro primo ministro ci aveva augurato). Lo smarrimento però non è durato a lungo; di lì a poco è sopraggiunta la convinzione che, vista la gravità e complessità della situazione, il nostro governo ci avrebbe sicuramente assegnato un super amministratore straordinario che sarebbe riuscito a vendere Alitalia ed il suo florido mercato ad un valido pretendente e che tale vendita avrebbe assicurato la sopravvivenza della compagnia anche se con qualche costo per i vari azionisti e obbligazionisti. Anche in quella circostanza ho prontamente formulato una mia ipotesi; ero pronto a scommettere che Silvio avrebbe strappato Enrico Bondi dalla Parmalat o avrebbe individuato qualcuno simile a lui capace di attaccare con successo i grandi interessi, che da sempre bloccano Alitalia e le tarpano le ali, pur di restituire un efficiente operatore aereo agli utenti italiani ed un po’ di speranza ai tanti lavoratori coinvolti. Quasi alla fine me ne compiacevo che in Alitalia potesse finalmente arrivare un manager serio che investito di poteri straordinari, invece di passare la patata bollente al prossimo proprietario, potesse prima raddrizzarla e poi consegnarla meno malata alle cure e soprattutto alle competenze di un solido operatore internazionale. E invece proprio questa volta che mi sentivo assolutamente sicuro di aver visto giusto ho sbagliato. Mio caro Straordinario amministratore Fantozzi non può immaginare lo stupore che ho provato trovando il suo volto abbronzato sulle tv che annunciavano la sua nomina. Era proprio da tanto che non la vedevo sulla scena politica e mai mi sarei aspettato che Silvio l’avrebbe riesumata per una questione così delicata. Beh... da allora, mio caro Straordinario Amministratore Fantozzi la mia attenzione non e’ piu’ stata rivolta a prevedere il futuro della mia azienda -ormai morta- ma a capire i motivi, gli interessi che stavano dando forma alla tragedia a cui stiamo assistendo. E un po’ alla volta mi sono dato delle spiegazione un po’ a tutto, ma non proprio a tutto: ho bisogno del suo aiuto per chiudere il cerchio! Beh, tra le cose che ho immediatamente capito c’è l’interesse di Berlusconi a far cadere l’opportunità Air France e a battere sull’italianità della compagnia: secondo stimati politologi sembra ci abbia guadagnato più di 3 punti percentuali in corsa elettorale; ho capito l’interesse di Colaninno e degli altri capitani coraggiosi ad entrare in un settore così difficile e concorrenziale visto il prezzo irrisorio pagato e la garanzia di poter operare in monopolio sulle rotte nazionali per un po’ di anni (qualcuno dice che gli sia stato consegnato non una sfida imprenditoriale ma un cedolino da riscuotere a breve scadenza); non mi sono dovuto sforzare per comprendere il totale consenso dei vari ministri e deputati di destra che mai si sognerebbero di contraddire il padrone; mi sono dato una spiegazione alla mancata insurrezione della sinistra che mai e’ insorta finora e che mai lo farebbe per un gruppo di lavoratori (sono diventati troppo socialdemocratici per farlo) impegnati come sono a preservare lo status quo -i propri privilegi- e quindi sempre molto assecondante; ho capito perchè l’opinione pubblica non abbia gridato allo scandalo visto il tragico livello di disinformazione e l’assoluta indifferenza che la caratterizza da almeno 20 anni a questa parte; ho inteso gli interessi di Intesa a scendere in campo e mettersi dalla parte di quelli che muovono i fili dato che doveva tutelarsi verso un’norme esposizione finanziaria sia nei confronti di Alitalia che di Air One; sono riuscito a capire l’interesse di Toto di non voler veder Alitalia diventare un colosso al fianco di un grande operatore straniero e poi di accettare di transitare in Cai per godere dei favori del governo e delle banche (e sbarazzarsi dei tanti debiti); mi sono spiegato le strane valutazioni di Banca Leonardo ed i tanti soggetti economici coinvolti dovute alle loro situazioni di grande conflitto di interesse o meglio di grande convergenza di interessi; sono riuscito a darmi anche una giustificazione alla sua bellissima abbronzatura, fondamentale secondo il suo commissionante ad infondere un senso di tranquillità e protezione ai suoi amministrati. Ma... ma... ma quello che non capisco, che proprio non riesco a capire è quale sia il Suo interesse. Lei che è stato più volte ministro, lei che è stato un emerito professore di tante università, lei che a differenza di altri banalissimi senatori e deputati non aveva bisogno di un piccolo, breve momento di gloria potendo contare su una “fedina” politica di tutto rispetto perché... o meglio per cosa... per cosa... cosa si è svenduto a Silvio? Cosa le ha offerto per accettare di dirigere una tragedia di tale portata? Cosa le ha promesso per farla rinunciare a trovare, tra i tanti compratori che si erano presentati all’asta del precedente governo, un degno acquirente? Cosa l’ha convinto ad accettare un piano che, a differenza di quello Air France, invece di far incassare allo stato per la cessione delle sue azioni Alitalia un po’ di quattrini lo costringe ad accollarsi miliardi e miliardi di debiti (debiti dell’attuale Alitalia ed il prestito ponte; e poi le tante perdite per mancati introiti, sia per Az che per le varie strutture aeroportuali statali, derivanti da questo lungo periodo fallimentare e per le risorse che si impiegheranno a copertura dell’enorme esborso in ammortizzatori sociali previsti dal vostro piano per quasi 5.000 lavoratori per i prossimi 7 anni)? Cosa l’ha portata ad accettare un piano che prevede un taglio di 11.500 posti di lavoro, di cui 4.000 precari che mai più verranno reintegrati e che nei vostri progetti non hanno trovato alcuna forma di riprotezione? Cosa l’ha spinta ad avallare un piano che porterà ad una situazione di monopolio di fatto su alcune rotte soprattutto verso il Meridione che sicuramente comporterà (anche a scapito dei tanti malati di cancro del Sud che si trovano costretti a volare per raggiungere i centri oncologici del nord) un esborso sempre maggiore a favore dei “poveri” Colaninno & friends? Ne avrei tanti ancora di “cosa” l’abbia spinto a legittimare questo scempio -non secondo i principi normativi classici ma basandosi sull’ultima delle brutture legislative del Berlusca in forma di decreto- ma mi fermo qui. Però prima di salutare il mio lavoro, Alitalia e lei, mio caro Straordinario amministratore che tanto ha fatto perché io dopo appena due anni dall’agognata assunzione a tempo indeterminato (gli altri sette sono stati da precario) finissi in Cassa Integrazione Straordinaria (e che essendo tra gli ultimi assunti probabilmente non sarò richiamato da Cai) vorrei un altra piccola attenzione da lei, una piccola risposta a questo mio ultimo perché che è anche il mio ultimo legame verso la nostra vecchia Alitalia: mi dica per favore COSA! Grazie.









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